Fondatore & Primo Psicomentore
Milano, anni '70–'80 · Milazzo (ME) dal 2018
Unire i punti
"Non si possono connettere i punti guardando avanti. Si possono connettere solo guardando indietro. Bisogna fidarsi che i punti si connetteranno in qualche modo nel futuro."
— Steve Jobs, discorso ai neolaureati di Stanford, 2005Quando ho ascoltato quelle parole per la prima volta, ho avuto la sensazione di riconoscere qualcosa che non avevo ancora saputo formulare. Guardando la mia storia dall'esterno sembrava un percorso caotico, senza direzione. Guardandola adesso, da dove mi trovo, vedo un disegno che non avevo pianificato ma che era già lì, in attesa di essere letto.
Studi scientifici — chimica alle superiori, poi facoltà di Chimica Farmaceutica. Programmazione da autodidatta iniziata da adolescente. Un periodo a Londra che ha allargato il modo di guardare il mondo. Poi marketing, design, sviluppo web, approfondimento tecnologico al MIT. Anni in IT e cybersecurity bancaria. Due anni in facoltà di psicologia a Roma. Psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze. E la musica, sempre presente, mai contabilizzata come competenza.
All'epoca sembravano traiettorie parallele. Guardando indietro, sono tutti ingredienti di Psicomentore:
Scienze & Neuroscienze
Il rigore scientifico con cui approccio farmacologia, biologia del cervello e i limiti della diagnosi psichiatrica.
Cybersecurity & Privacy
La "privacy radicale" di Psicomentore non è uno slogan: è un'architettura. Costruita con la stessa mentalità con cui si protegge un sistema bancario.
Design & Comunicazione
Un progetto di salute mentale che vuole essere umano deve anche sentirsi umano. Ogni scelta estetica è una scelta etica.
Psicologia & Filosofia
Il corpo teorico del progetto — dal Modello 4M alle 12 schede filosofiche — nasce da anni di studio fuori e dentro le aule universitarie.
Musica
Gli Specchi Musicali non sono una playlist. Sono uno strumento terapeutico. Costruito da chi sa ascoltare prima ancora che catalogare.
Tecnologia
L'infrastruttura che tiene in piedi tutto il resto. Scritta, gestita e mantenuta da chi la conosce dall'interno.
Nessuno di quei punti era un errore. Nessuno era una deviazione. Non lo sapevo ancora.
Il vissuto
Per anni ho convissuto con un disagio psicologico che ha attraversato ogni aspetto della mia vita.
Potrei raccontarti cosa è successo, quando, come, perché. Non ho nessun problema a farlo — non mi vergogno di ciò che ho attraversato. Ma non lo farò qui, e voglio spiegarti perché: la mia storia è solo mia. Non è un modello da seguire, non è una mappa da ricalcare. Tu hai bisogno di trovare il tuo equilibrio, non di replicare il mio. Questo è esattamente il cuore di Psicomentore: non soluzioni preconfezionate, ma compagnia nel percorso di scoperta personale.
Una cosa la dico, però, perché penso conti: non sono guarito. Non credo nella guarigione intesa come assenza definitiva di dolore o come ritorno a uno stato precedente che forse non è mai davvero esistito. Ho imparato a convivere. Le oscillazioni ci sono ancora. Ciò che è cambiato è la capacità di attraversarle senza esserne travolto. L'equilibrio non è immobilità — è movimento consapevole.
Perché ho creato Psicomentore
Durante gli anni più difficili ho cercato aiuto. Terapie, farmaci, ricoveri. Alcune cose hanno aiutato, altre no. I professionisti che ho incontrato erano competenti, alcuni eccellenti. Ma mancava qualcosa che non sapevo nemmeno nominare: qualcuno che non mi curasse, ma che mi capisse. Non un esperto che mi studiava dall'esterno, ma un compagno che conosceva quel territorio dall'interno perché ci era passato.
Quella figura non esisteva. Nessuno me l'ha offerta, nessuno me l'ha indicata. Così ho fatto l'unica cosa che aveva senso: l'ho immaginata. Ho costruito mentalmente Psicomentore come risposta a un bisogno che non aveva ancora un nome.
Solo dopo, cercando e studiando, ho scoperto che quel nome esisteva. In Italia, ancora acerbo, si chiama Esperto per Esperienza. In Gran Bretagna, integrato nel sistema sanitario nazionale, si chiama Peer Support Worker. Ciò che avevo immaginato per necessità personale aveva radici solide, evidenze di efficacia, una tradizione consolidata in altri paesi.
Non ho trovato il peer support studiandolo. L'ho creato sentendone il bisogno. E questo, credo, fa tutta la differenza.
Il primo Psicomentore
Sono il fondatore di Psicomentore. Ma sono anche — ed è il punto che tengo a precisare — il suo primo Psicomentore.
Non ho costruito questo progetto dall'esterno, da una posizione di chi osserva senza essere stato osservato. Ho definito le linee guida, il Sigillo, il Codice Etico, il metodo di accompagnamento dall'interno: dall'esperienza vissuta, dall'aver percorso quel territorio prima di chiunque altro si unisse al progetto.
L'obiettivo è che ogni regione italiana abbia almeno un Psicomentore formato e attivo. Non repliche di me — persone che hanno attraversato la propria notte, con la propria storia autentica, formate secondo le stesse linee guida etiche e lo stesso Sigillo. Il metodo è condiviso. L'esperienza è sempre personale e irripetibile.
Una precisazione che mi sembra onesta dare: Psicomentore è il tempo che dedico a ciò in cui credo, non la mia fonte di reddito. Per vivere continuo a occuparmi di tecnologia e progetti creativi. Questo non è un dettaglio marginale — significa che le scelte che faccio per questo progetto non sono mai condizionate da logiche economiche. Nessuno mi paga per costruirlo. Chi arriva qui non paga per ricevere supporto. Lo costruisco perché sento che devo farlo.
La caverna
C'è un antico racconto che Platone ci ha lasciato. Parla di persone incatenate in una caverna, che vedono solo ombre proiettate sul muro e le scambiano per realtà. Uno di loro si libera, esce, vede la luce del sole, capisce che ciò che credeva reale era solo riflesso. La sua prima reazione, istintiva e generosa, è tornare nella caverna per liberare gli altri — per mostrare loro ciò che ha scoperto.
Non è esattamente la mia storia. Ma c'è qualcosa di vero in quella urgenza. Quando attraversi la notte e trovi una via — non la via, ma una via — senti il bisogno quasi irrefrenabile di tornare indietro e dire a chi è ancora nel buio: "Guarda, c'è un passaggio. Non lo vedi perché sei nel punto sbagliato. Spostati di due passi. Guarda da quest'altra angolazione."
Non è presunzione. Non è messianismo. È semplicemente che, quando scopri qualcosa che ti ha aiutato a stare in piedi, non riesci a tenertelo per te.
Psicomentore nasce da lì. Dal bisogno di offrire ad altri ciò che io non ho avuto. Non per superiorità, ma per reciprocità. Perché chi è uscito dalla caverna non dimentica mai cosa significava essere dentro.
La via indipendente
Ho provato a proporre questo modello attraverso i canali istituzionali. Ho bussato alle porte dei Dipartimenti di Salute Mentale, ho parlato con professionisti, ho cercato collaborazioni formali. Non hanno risposto. O meglio, hanno risposto con silenzi educati, con "ne riparliamo", con interessi che non si sono mai concretizzati.
Non li biasimo. I sistemi hanno i loro tempi, le loro resistenze, le loro logiche. Ma io non avevo tempo di aspettare che il sistema cambiasse. Così ho scelto la via indipendente. Psicomentore è nato fuori dalle istituzioni non per ideologia anti-sistema, ma per necessità pratica. È un progetto dal basso, costruito con le mani di chi ha attraversato ciò di cui parla.
La mia storia completa
Per chi è davvero interessato a capire — non per curiosità, ma per necessità autentica — sto preparando un podcast lungo e dettagliato. Racconto tutto. Momento per momento. Senza censure, senza retorica, senza filtri narrativi che trasformano il dolore in lezione edificante. Il contesto completo: gli anni, la famiglia, il lavoro, gli amori, i crolli, le risalite, i ritorni al fondo. Le cose che non si dicono di solito perché fanno male o perché sembrano troppo intime.
Non è un contenuto che metterò in evidenza sulla homepage. Non è fatto per essere consumato velocemente tra una notifica e l'altra. È una risorsa per chi vuole davvero comprendere cosa significa attraversare la notte, non solo leggerne una sintesi rassicurante. Sarà pubblico, accessibile a chiunque, ma abbastanza defilato da richiedere una scelta consapevole. Se ti interessa, lo troverai qui quando sarà pronto. O scrivimi.
Una nota importante. Se stai attraversando un momento acuto — se hai pensieri di farti del male — non aspettare questo podcast. Non aspettare me. Chiama qualcuno adesso: un amico, un familiare, un numero di ascolto. Psicomentore è compagnia nel percorso, non intervento in emergenza. Per le crisi acute esistono altre risorse, altri numeri, altre persone formate per questo. Usale senza esitare.
Tel. +39 393 2089097
(solo chiamate vocali)
Email: paolo@psicomentore.org
Web: www.psicomentore.org
"Se vorrai arrivare, arriverai. Le briciole di pane sono qui."